Michela Mancini
Nel 1997 scopro la Boxe Thailandese e me ne innamoro. Divento agonista e istruttrice di gruppi amatoriali. Partecipo a diverse competizioni, con il tempo anche a livello internazionale, e accresco le mie competenze tecnico-sportive attraverso numerosi corsi di formazione.
Attualmente alleno un team di atlet* agonist*, sono preparatrice atletica, personal trainer, istruttrice federale di boxe thailandese, aspirante tecnico di pugilato e mi diverto tanto.
Dal 2000 collaboro con l’Associazione sportiva dilettantistica Sempre Avanti Bologna, con cui, oltre ai corsi, porto avanti diverse iniziative rivolte a sensibilizzare l’ambiente sportivo alla parità di genere, all’equità e alla rappresentanza delle donne nello sport.
Stefania Macchia
La passione per lo sport è il collante delle molte facce della mia vita. Durante gli anni dell’università mi iscrivo in palestra alla Sempre Avanti e per molti anni percorro la mia carriera agonistica. Appendo definitivamente i guantoni al chiodo a 34 anni.
Così inizio ad approfondire il suo ambito psicologico e mi iscrivo dapprima alla formazione accreditata FIF sulla figura del mental coach come facilitatore dei processi mentali, poi al corso S.F.E.R.A. coaching del Dottor Giuseppe Vercelli. Decido perciò di approfondire l’Antifragilità attraverso un nuovo concetto denominato “Gavakersi”, ossia l’arte di eliminare il rumore.
Attualmente sono operatrice interculturale e collaboro come mental coach presso la Sempre Avanti con la squadra di agonisti della maestra Michela Mancini.
Cosa ci accomuna?
Prima di tutto, la passione per lo sport, in particolare per la Muay Thai. Ma non solo. Ci unisce anche l’impegno nel trasmettere una solida scala di valori, facendo dello sport un’esperienza di libertà e la manifestazione concreta dei nostri principi fondanti: equità, multi-abilità, autodeterminazione.
Oltre al ring, entrambe portiamo avanti percorsi di sensibilizzazione dedicati al miglioramento sociale.
Stefania lavora per accompagnare le persone che provengono da un percorso migratorio nel loro cammino di integrazione, aiutandole a sentirsi parte di una nuova realtà senza perdere la propria identità. Attraverso l’ascolto, il dialogo e il supporto concreto, favorisce l’incontro tra culture, abbattendo barriere e pregiudizi.
Siamo consapevoli che nello sport da combattimento, come in molti altri ambiti, sportivi e non, ci sia una forte componente maschile e una visione esterna che circoscrive le donne ad una nicchia, ad una minoranza. Nell’esperienza sul campo come trainer, Michela ha cercato invece di azzerare questa distanza fisica e psicologica, certa del fatto che proprio attraverso i valori universali dello sport sia possibile individuare gli strumenti e le opportunità per parlare della parità di genere e metterla in pratica in maniera effettiva.





